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Cammino di Oropa: 4 tappe da Santhià al Santuario

Cammino di Oropa? Come e perché l’abbiamo scelto?
Dopo anni in cui quest’idea ci frullava per la testa, abbiamo finalmente messo da parte dubbi, scuse e il solito “prima o poi lo faremo” e abbiamo deciso: il nostro primo cammino si farà!

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Partiamo soft e partiamo vicino a casa, quindi ci serve un cammino tutto italiano, di non tanti km perché non siamo ancora convinte di essere in grado e di pochi giorni perchè il massimo di cui possiamo approfittare è il ponte del 2 giugno (4 giorni).

Ecco semplicemente come siamo arrivate al Cammino di Oropa!

Tempo di capire come funzionasse, di reperire le informazioni necessarie, di studiarne la fattibilità sia come impegno che come logistica e ci siamo ritrovate già zaino in spalla.

La vera verissima verità di come è iniziata questa avventura? Ecco il solito messaggio improvviso e buttato lì, mandato da Cip a Ciop, a cui segue sempre un SI senza indugi… ci chiamano Cip e Ciop mica per niente eh!

Premettiamo che ci sono 4 cammini tra cui scegliere:
– Cammino di Oropa della Serra
– Cammino Orientale
– Cammino Canavesano
– Cammino Valdostano

Noi facciamo il Cammino di Oropa della Serra: 65 km, 4 tappe!

Comunque tagliamo qui questa lunga introduzione e passiamo al racconto del nostro Cammino di Oropa, sperando possa esservi utile!

 

 

Giorno 1 – viaggio

Esistono diverse soluzioni per raggiungere il punto di partenza del Cammino di Oropa, ossia la stazione dei treni di Santhià

Vi rimandiamo alle -Info Utili- in fondo all’articolo per scoprirle tutte.

Noi abbiamo scelto la soluzione per noi logisticamente più adatta e quindi abbiamo raggiunto il Santuario di Oropa il venerdì sera in auto, parcheggiato lì e proseguito per Santhià con i mezzi.
In questo modo, alla fine del cammino, ci siamo ritrovate l’auto direttamente lì ad aspettarci.
Una volta arrivate a Santhià siamo andate al nostro Bed and Breakfast e poi a mangiarci una pizza da L’Acquario.

Vi raccontiamo un piccolo episodio successo qui, che può sembrare banale ma che per noi in quel momento ha significato tanto: dopo una squisita cena, al momento del conto, ci viene riferito che il signore del tavolo dietro di noi ci aveva offerto le birre, prima di andarsene.
Senza presentarsi, senza chiedere nulla.. un gesto gratuito e inaspettato che ci ha davvero fatto piacere. Avrà sentito i nostri discorsi durante la serata, che in ogni frase contenevano la parola “ansia” per il cammino che avremmo iniziato il giorno dopo? In ogni caso, ci è sembrato di buon auspicio per l’inizio del nostro cammino!
(Non sia mai che arrivi a leggere questo blog e abbiamo finalmente l’occasione di ringraziarlo?)

Notte: B&B La Sosta, Santhià

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Giorno 2 – prima tappa

Sveglia presto, super colazione lasciata dalla gentilissima signora del B&B e usciamo, direzione stazione per iniziare il cammino.
Foto di rito davanti al cartello.
Ci guardiamo, ci battiamo un cinque e partiamo: ore 7.45, che inizi ufficialmente il nostro Cammino di Oropa!

Il percorso si rivela subito ben segnalato, le indicazioni da seguire sono sia le frecce gialle sia gli adesivi con scritto Cammino di Oropa, collocati su ogni palo, cartello, muro!
La prima tappa coincide con la Via Francigena e attraversa campi e risaie, iniziando quindi su sentiero interamente pianeggiante e al sole (molto caldo, molto sole: attrezzatevi!).

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Dopo poco più di un’oretta arriviamo al punto di sosta gestito dalla onlus Maresca: oasi del pellegrino. Qui ci accolgono due gentili signore che ci offrono uno spuntino, il timbro della credenziale (su un foglio, perché la nostra è ancora da ritirare) e una fontanella per l’acqua.

Proseguiamo il nostro cammino con una sosta alla Chiesa di Santa Maria di Babilone (poco fuori dal cammino) e al cimitero e poi alla Panchina Gigante di Cavaglià.

Sono quasi le 11 e arriviamo all’info point di Cavaglià, nel parco di Villa Salino, dove naturalmente non siamo uscite a mani vuote: una spilla ricordo è entrata di diritto nel bottino di viaggio e sul nostro zaino.
Qui trovate nuovamente il timbro, una fontanella, una bellissima zona picnic all’ombra.
Noi, complice il caldo che già si faceva sentire e chissà perché di fame ancora non se ne parla, ci siamo fermate in un bar lì di fronte per una coca cola fresca e una sosta bagno.

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Riprendiamo il cammino trovando subito il Bosco degli Elfi: un posticino meraviglioso.
Ritagliatevi qualche minuto qui dentro, in silenzio, quando non c’è nessuno. Non ve ne pentirete!

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Altro angolo meraviglioso che incontriamo poco dopo è il Parco degli Angeli, difficile da descrivere e che lascia emozioni forti. Godetevelo!

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Ore 13, eccoci al Castello di Roppolo.. chiuso! Da lassù il panorama è comunque bellissimo e si apre sul paese e sullo splendido Lago di Viverone, che è la nostra meta finale del giorno quindi vederlo ci emoziona!

Riscendiamo fino al paese di Roppolo e passiamo alla Casa del Movimento Lento. Qui ritiriamo il nostro Kit del pellegrino, con la credenziale.. finalmente (questo perchè abbiamo prenotato la Slow Card di Movimento Lento, vedi Info Utili)

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Proseguiamo in direzione lago e ci fermiamo alla Locanda del Lago 2.0 dove ci facciamo mettere il nostro primo timbro!
Vediamo finalmente la fine… il Lago di Viverone!

Sono le ore 14 e abbiamo chiuso la nostra prima tappa del Cammino di Oropa. Siamo felici e soddisfatte.. ma un po’ accaldate e affamate!
Quindi scegliamo tra i tanti localini sul lago e andiamo al Bar La Marinella per pranzo.

Dopo ci dirigiamo al nostro alloggio per la notte, che non è tra quelli consigliati dal Cammino ma lo abbiamo trovato noi su Booking: volevamo goderci una sera sul lago, senza ostelli o camerate.. una sera “fuori dal cammino” e dentro il lago praticamente!
Infatti la nostra camera è bellissima e la struttura ha un giardino direttamente sul lago, con amache e lettini che saranno il nostro rifugio per tutto il pomeriggio.

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Usciamo dalla tana solo per aperitivo da Zanzibar Village e per cena da Seminara!

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Due passi sul lago, ci sediamo a guardare le stelle e ad imprimere nella testa quel bellissimo momento e torniamo in camera.

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Notte: LagoRà, Lago di Viverone 

Dettagli della tappa:

Percorso: Da Santhià a Roppolo (noi fino a Lago di Viverone)
Distanza: 16,5 km (noi 22 km)
Durata: 4.10 h
Difficoltà: facile

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Giorno 3 – seconda tappa

Una notte rilassata e rigenerante e una colazione preparata dal gentilissimo e simpaticissimo proprietario dell’alloggio. Dopo, si riparte.
Chiudiamo gli zaini, salutiamo e ci rimettiamo in marcia.

Seconda tappa del Cammino di Oropa, a noi!

Ora viene il bello: ci siamo perse! In che senso perse, vi chiederete? Ma non era il cammino meglio segnalato al mondo?
Non ne siamo ancora venute a capo, non abbiamo capito se siamo matte noi oppure le indicazioni nella “Variante Viverone” lasciano a desiderare.
Fatto sta che abbiamo allungato la tappa di chissà quanti chilometri, perché per quasi un’ora non siamo riuscite a capire il senso delle indicazioni.
Tra dubbi, inversioni a U, scalinate, frecce trovate perse e ritrovate, signore dalle finestre che ci parlavano di “pellegrini andati di là”, perdita di speranze, voglia di tornare a casa e qualche risata nervosa, alla fine la retta via l’abbiamo ritrovata.
Ve lo diciamo alla fine di quanti km abbiamo allungato la tappa, và!

Comunque ritroviamo i pellegrini e il percorso ufficiale e incontriamo subito la bella panchina gigante di Viverone (in cui però c’era troppa gente quindi non ci siamo fermate) e tiriamo fino a Zimone.
Qui ci sono bar e negozietti ma noi siamo ancora attrezzate. Passiamo al museo per il timbro e proseguiamo.
Arriviamo al Monastero di Bose in tempo per la messa cantata delle 12, davvero particolare ed emozionante. Se riuscite, merita.
Qui c’è un negozietto, un bagno, macchinette per le bevande, tavoli e il timbro della credenziale.

Gambe in spalla e continuiamo a camminare tra i prati, fino a trovare uno scorcio molto bello, la Chiesa romanica di San Secondo.

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Arriviamo a Magnano, ammiriamo il paese dall’alto e poi scendiamo.

Ci fermiamo alla Locanda Borgo Antico per un buonissimo pranzo (segnatevelo perché merita!). Di fronte c’è anche un negozio per un panino al volo o altre provviste per il cammino, ma noi abbiamo voglia di fermarci per un momento, visto anche che all’arrivo non manca molto.
Al ristorante hanno anche disponibile un menù del pellegrino molto conveniente. E anche il timbro della credenziale!
Tra una chiacchiera e l’altra, ci fermiamo più del previsto e poi riprendiamo.

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Attraversiamo boschi fitti e anche un breve temporale e arriviamo a Torrazzo, alle ore 16 circa.
La seconda tappa proseguirebbe fino a Sala Biellese, ma noi abbiamo trovato da dormire solo qui a Torrazzo quindi la tappa per noi può considerarsi conclusa!
Ci battiamo il cinque, come di consueto, e ci riteniamo nuovamente soddisfatte.

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Contattiamo il proprietario dell’alloggio per la notte, che con grande gentilezza e disponibilità arriva subito per farci lasciare gli zaini e concederci una meritata doccia, e poi usciamo subito a cercare il nostro aperitivo di rito!
Questo sarà al Camping della Serra, dove tra uno spritz e l’altro vediamo passare tantissimi pellegrini, qualcuno già visto e qualche viso nuovo. Anche qui timbriamo la credenziale e poi torniamo su al paese per andare a cena al Bocciodromo della Serra (prenotate!).

Incontriamo i ragazzi che condivideranno la camerata con noi, già visti i giorni prima lungo il cammino e questa cosa ci fa sorridere, e poi andiamo a letto.
Seconda tappa.. andata!

Notte: B&B Il Vagamondo, Torrazzo

Dettagli della tappa:

Percorso: Da Roppolo a Sala Biellese (Noi fino a Torrazzo)
Distanza: 17.6 km (noi 22 km)
Durata: 4.50 h
Difficoltà: media

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Giorno 4 – terza tappa

Sveglia come sempre all’alba e alle 7.30 siamo già con gli zaini in spalla pronte a cercare un posticino per fermarci a gustare la colazione che il proprietario del b&b ha preparato per noi.
Troviamo un angolino e via!
Poi di nuovo in cammino, percorrendo la Variante breve da Torrazzo al Santuario di Graglia, visto che non abbiamo dormito a Sala Biellese.
Attraversiamo la foresta della Serra Morena (il rilievo morenico di origine glaciale più lungo d’Europa) fino al Laghetto di Cossavella, molto carino.

Questo pezzo è per noi davvero il più bello di tutti, la foresta è incantevole, non incontriamo nessuno e il silenzio che ci circonda è surreale. Davvero un posto incredibile!

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Dopo il laghetto percorriamo un pezzetto di strada asfaltata e poi ci ributtiamo sui sentieri fino a Donato, dove ci compriamo un muffin per colazione, usufruiamo dei servizi e della fontanella e timbriamo la credenziale.
Ore 10 di nuovo in marcia, per affrontare uno dei tratti fino ad ora più impegnativi: sia come salite che come discese!
Dopo un’infinita discesa e un’altrettanto infinita salita, asfaltata, intravediamo un punto di sosta con tavolini all’ombra e, quasi come un miraggio, ne approfittiamo per un riposino.
(Ok, lo ammettiamo, ci siamo anche addormentate!!)

Rifocillate e “riposate”, riprendiamo gli zainoni e ci rimettiamo in marcia. 

Quasi intravediamo la meta, quando ci imbattiamo in un posticino surreale: è la Sosta del Pellegrino, ideata da una signora del posto, che ci regala un momento davvero incantevole. Qui timbriamo la credenziale, lasciamo un pensiero ricordo e ci godiamo qualche istante di pura magia.

Affrontiamo poi l’ultimo pezzetto che ci divide dal Santuario di Graglia, che raggiungiamo alle 13.40! Vai di timbro!
Anche la terza tappa è finita!

Scriviamo alla proprietaria del nostro alloggio per la notte e ci informa che la camera è già pronta: non ce lo facciamo dire due volte e andiamo.
Usciamo poi per il consueto aperitivo e per fare rifornimenti per la tappa di domani.
Gli spritz di oggi sono del Ristorante del Santuario, dove andremo poi anche a cena (prenotate con anticipo!). Un menù fisso a orario fisso, abbondante e ottimo, in mezzo a infiniti pellegrini.
Atmosfera molto bella!
La sera inizia ad essere abbastanza fresco, siamo pur sempre a 800 metri sul livello del mare, tenetene conto!

Notte: B&B Bell’Époque, Graglia

Dettagli della tappa:

Percorso: Da Sala Biellese a Graglia (Noi da Torrazzo)
Distanza: 15.7 km
Durata: 4.40 h
Difficoltà: media

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Giorno 5 – quarta tappa

Eccoci all’alba dell’ultimo giorno e dell’ultima tappa di questo Cammino di Oropa.
Apriamo la finestra e…. un muro di nebbia! Tutto bianco, non si vede a un palmo dal naso! Molto molto bene!

Scoraggiate e un po’ preoccupate andiamo a far colazione (dove incontriamo nuovamente i ragazzi della sera prima e altri visi noti, il bello del cammino!).
La tappa è prevista come la più lunga e la più dura del cammino e noi siamo davvero amareggiate, ma la proprietaria del b&b ci rincuora e ci mettiamo in cammino!
Alla nebbia si aggiunge il diluvio, ottimo direi!
Ma ormai siamo in ballo e balliamo (tra l’altro in tutti i sensi.. se guardate le nostre storie su Instagram ve ne accorgete!).
Quindi vai di impermeabile, tanta buona volontà, e proseguiamo.
Le salite e le discese non mancano, la fatica si fa sentire, la pioggia e la nebbia non cessano.
Noi andiamo avanti cantando, ballando, inventando nuovi giochi (ah forse non vi abbiamo detto che il nostro cammino è stato un po’ così, tra giochi, risate e canti).

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Verso le 9 usciamo finalmente dal bosco e arriviamo al paese di Sordevolo, dove incontriamo un signore e facciamo due chiacchiere. Passiamo alla biblioteca (unica cosa aperta) e veniamo accolte da un gentilissimo signore che ci offre un caffè, il bagno e il timbro della credenziale, nonché un luogo asciutto per ripararci un secondo dalla pioggia. Un momento molto gradito!
Torniamo dentro i nostri impermeabili e proseguiamo!
Dopo circa un’oretta ci troviamo di fronte a un bivio, ben segnalato: si può affrontare l’ultimo pezzo che ci divide dalla meta o tramite il sentiero D1 o tramite la variante della Tramvia.
Vista l’abbondante pioggia ci viene consigliato di seguire la variante tramvia, prevede un pezzo di strada asfaltata ma con il brutto tempo dicono sia meglio.
Da quel bivio ci vorrà ancora circa un’ora prima che incontriamo la strada asfaltata e lì ci guardiamo e constatiamo, stanche e zuppe, che se quella strada si chiama “Via Santuario di Oropa“… beh, non possiamo essere così lontane!
Mezz’oretta di strada asfaltata e riconosciamo la fine.. la pioggia è diventata un diluvio e la nebbia è sempre più fitta, tanto che il Santuario neanche si vede! Ma noi sappiamo che è molto vicino quindi l’entusiasmo è alle stelle.

Sono le ore 12, siamo davanti ai cancelli del Santuario di Oropa.
Bagnate all’inverosimile, sudate, stanche, in condizioni pietose, ma felici felici felici.
Saltiamo, ci abbracciamo, ci godiamo questo momento di soddisfazione che neanche la pioggia riesce a rovinarci!

Saliamo e andiamo a conquistarci l’ultimo timbro sulla credenziale e il ritiro del tanto atteso testimonium.

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Poi corriamo al Santuario ricordandoci della messa delle 12. La messa è in realtà finita, ma noi entriamo in Chiesa e sentiamo solo:
“Andate in pace. Buona festa, buona giornata.” e poi un canto dedicato alla Madonna d’Oropa (forse l’Ave Maria di Oropa? Scusate non siamo esperte, ma è stato bellissimo.)
Solo ora, qui, in questo preciso istante e in modo del tutto inaspettato e improvviso, scendono le lacrime.


“Ce l’abbiamo fatta davvero”.

Ma ok, basta emozioni, torniamo in noi e ascoltiamo il nostro stomaco che reclama cibo: polenta concia, ti aspettiamo da quattro giorni!
Quindi subito al Ristorante Valfrè e subito la polenta concia più buona che abbiamo mai mangiato.. Impossibile da descrivere, andate ad assaggiarla.

A pancia piena, facciamo ancora un saltino in bagno per asciugarci il più possibile e andiamo verso la macchina.
Questa avventura si conclude qui!

Dettagli della tappa:

Percorso: Da Graglia a Santuario di Oropa
Distanza: 14.8 km
Durata: 4.40 h
Difficoltà: media

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Info utili

Come arrivare
Il consiglio migliore sarebbe raggiungere il punto di partenza con i mezzi, per rendere il cammino totalmente sostenibile.
Punto di partenza: Stazione di Santhà
Punto di arrivo: Santuario di Oropa
Come raggiungere Santhià con i mezzi: treno linea ferroviaria Milano-Torino o Flixbus.
Come tornare dal Santuario di Oropa a Santhià: bus linea 360 dal Santuario alla Stazione di Biella S.Paolo (info Atap) e poi treno da lì fino a Oropa.
Sul sito di Trenitalia abbiamo comprato direttamente il biglietto combinato (Santuario di Oropa treno + bus)
Noi logisticamente non siamo riuscite a muoverci solo con i mezzi, quindi abbiamo portato l’auto al Santuario la sera prima dell’inizio del cammino, abbiamo preso bus+treno fino a Santhià e alla fine del cammino l’abbiamo ritrovata lì.

Dove mangiare
In ogni paese sono sempre presenti bar, negozietti, ristoranti. Per cena vi consigliamo di prenotare per sicurezza e per pranzo o di acquistare un panino da mangiare in giro oppure di avere dietro qualche snack e mangiare all’arrivo (come noi).

Dove dormire
E’ possibile prenotare in autonomia gli alloggi oppure affidarsi alla SlowCard e al sistema di prenotazione ufficiale.

La Slow Card
Citando direttamente il sito del Cammino di Oropa, la SlowCard è “una tessera digitale che permette ai viandanti di sostenere economicamente il Cammino di Oropa, di utilizzare il sistema automatico di prenotazione e di usufruire di sconti e agevolazioni”.
Non è obbligatoria, ma opzionale.
Nella pratica, permette di avere il 10% di sconto su determinati alloggi e ristoranti, di ricevere una guida utilissima per il cammino, di avere credenziale e gadget in omaggio, di chiedere a loro di prenotare per voi tutti gli alloggi e, se non riuscissero come nel nostro caso, di avere da loro la lista di tutti gli alloggi della zona, convenzionati e non.
La cosa a nostro parere più importante è che, acquistandola, si contribuisce alla manutenzione, alla promozione, alla valorizzazione del cammino. Quindi noi la consigliamo sempre!
Costi: per una settimana €27, per l’annuale €47.

SOS zaino
Cosa portare, quanto, come.. queste sono state le nostre domande prima di partire, essendo il nostro primo cammino.
Ci siamo decise poi per uno zaino da 40 litri, restando su un peso di circa 6-7 kg.
Cose indispensabili, secondo noi? Medicine, kit pronto soccorso e per cura dei piedi (cerotti vesciche, vaselina ecc), crema solare, borraccia, copri zaino, impermeabile e poncio, occhiali da sole, repellente per gli insetti (più che fondamentale!), sandali (pomeriggio e sera ci volevano, per far respirare il piede), powerbank, sacchettini per immondizia, se dormite in ostelli magari anche sacco lenzuolo, federa e asciugamanino. Vestiti tecnici e traspiranti e scarpe ben collaudate e di almeno un numero più grande del vostro (le scarpe sono la cosa più importante ovviamente, non sottovalutatele).

Nota bene: quanto riportato nell’articolo è solo la nostra esperienza personale e diretta, senza pretesa di completezza o competenza tecnica: non siamo né guide esperte né operiamo nel settore e quindi per informazioni aggiornate e dettagliate fate sempre riferimento alle fonti ufficiali.

Trovate tutte le informazioni nel sito ufficiale del cammino, fatto a nostro parere molto bene!
Eccolo: Cammino di Oropa 

Speriamo che il racconto del nostro Cammino di Oropa vi sia piaciuto e vi possa anche essere utile.

Se avete domande o dubbi scriveteci qui nei commenti o sulla nostra mail: inviaggioconcipeciop@yahoo.com

E per vedere tutto il cammino in diretta, venite a trovarci sulla nostra pagina Instagram e a spulciare i nostri video: ci sarà da divertirsi!
Ci trovate qui: Instagram In viaggio con Cip e Ciop 

Ah, cercate ispirazione per altri viaggi? Guardate QUI!

Al prossimo viaggio!

 

Che cos’è In viaggio con Cip e Ciop

“In viaggio con Cip e Ciop” siamo noi.

Noi siamo Laura e Silvia. Amiche, viaggiatrici, genovesi.

Cosa troverete nel nostro blog?

  • I racconti dei nostri viaggi, per il Mondo, per l’Italia e per la Liguria, la nostra regione che amiamo e che non smettiamo di esplorare.
  • I consigli che cercheremo sempre di darvi e che speriamo possano esservi utili.
  • I nostri trekking e le nostre escursioni.
  • Sempre, noi stesse: le nostre emozioni e il nostro vivere ogni viaggio come tassello di un puzzle che, pezzo dopo pezzo, ci dà senso e forma.

Siamo spontanee, a volte un po’ matte, vi raccontiamo i nostri viaggi per come li abbiamo vissuti noi e forse non siamo abbastanza serie.

Andiamo nei posti più strani e sconosciuti e cerchiamo di farveli conoscere e darvi la voglia e l’ispirazione per partire e andarne alla ricerca.

Certo è che se voi, per caso, aveste voglia di restare e far parte del nostro mondo, per noi sarebbe un regalo enorme.

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