Gli 8 comportamenti da tenere per essere un escursionista responsabile
La passione per il trekking e per la montagna può essere innata o può manifestarsi all’improvviso.
Noi ci siamo nate, o meglio… abbiamo avuto la fortuna, entrambe, di avere genitori che ci hanno trasmesso l’amore per la natura e per il trekking.

Se anche voi avete avuto questa fortuna, allora conoscerete già quello che stiamo per raccontarvi. Se, invece, vi state avvicinando e appassionando a questo mondo adesso, speriamo che questi consigli possano esservi utili a vivere in armonia con la natura e a godervi a pieno ogni esperienza a contatto con essa.
1. Valutare la propria preparazione fisica
Nella scelta del percorso da intraprendere, è fondamentale valutare la propria preparazione fisica, le proprie capacità e i propri limiti. Questo per far sì che sia un’esperienza piacevole e non rischiare di rovinare l’escursione, mettendo anche a rischio se stessi… se pensiamo di non farcela, torniamo indietro!
Altro aspetto da valutare è la difficoltà dell’itinerario, così da sapere se un percorso è per noi fattibile (vedi punto2).
2. Scala di difficoltà degli itinerari
Prima di intraprendere un qualunque percorso, informiamoci sempre sulla difficoltà dello stesso.
I sentieri vengono classificati dal CAI (Club Alpino Italiano) con quattro sigle, per differenziare il livello di difficoltà di ogni itinerario. Vediamoli insieme!
– T turistico
Percorso facile e adatto a tutti, caratterizzato da strade, sentieri e mulattiere, non lungo, con dislivello inferiore ai 500m e ben segnalato. Non richiede particolari abilità fisiche e di orientamento.
– E escursionistico
La maggior parte dei percorsi sulle montagne italiane sono di questo tipo. Si trovano su terreni di ogni genere (pietraie, pascoli, sterrati) e sono solitamente ben segnalati. Qui il dislivello è normalmente superiore ai 500m e, se presenti tratti esposti, questi sono sempre protetti e non richiedono equipaggiamento specifico. E’ necessario un buon senso dell’orientamento e un’adeguata preparazione fisica.
– EE per Escursionisti Esperti
Questi sono itinerari ben segnalati, su terreni impervi (ripidi, scivolosi, scoscesi) e che quindi richiedono impegno: un ottimo senso dell’orientamento, buona conoscenza dell’ambiente circostante, un elevato livello di preparazione fisica, equipaggiamento adatto e buona esperienza di montagna.
– EEA per Escursionisti Esperti, con Attrezzature
Indica percorsi attrezzati e vie ferrate, accessibili solo con dispositivi di autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbragatura, cordini, casco, ecc).
Qualunque percorso scegliamo, per quanto sarà poi sicuramente ben segnalato, cerchiamo sempre di informarci e conoscerlo nel dettaglio prima della partenza, per evitare di avere dei problemi e perderci. Ogni percorso è contraddistinto da un segnavia, che trovate su alberi o su pietre, e che potrete seguire.
3. Abbigliamento
L’abbigliamento da buon escursionista deve essere adeguato. Vestiamoci sempre a strati, in modo da essere pronti per ogni cambiamento climatico, che in montagna è frequente. Attenzione principalmente alle scarpe, devono essere rigorosamente da trekking, con suola antiscivolo e meglio se impermeabili.
4. Equipaggiamento
E’ il momento di preparare lo zaino. Controlliamo le fonti d’acqua ufficiali lungo il percorso scelto e, in base a quelle, portiamoci la giusta riserva idrica. Ricordiamoci che rimanere idratati è fondamentale e che, senza la scorta adeguata, rischiamo di percorrere km e km senza avere la possibilità di bere. Anche il cibo è importante, portiamoci dietro sempre uno spuntino energetico come frutta secca o cioccolato (o se fate come noi, cibo a volontà! Che se poi ci viene fame…).
Nel nostro zaino, poi, non mancano mai: un kit di pronto soccorso, una maglia di ricambio, una giacca impermeabile, una torcia frontale, un powerbank, un coltellino svizzero.
5. Monitorare il meteo
Controllare sempre, prima di mettersi in movimento, le previsioni meteo. In montagna, si sa, il tempo varia molto velocemente e il rischio di ritrovarsi in situazioni spiacevoli è dietro l’angolo. Informiamoci sempre.
6. Lasciare sempre detto dove si va
Che si decida di partire da soli o in compagnia, ricordiamoci che è importantissimo informare qualcuno sul nostro itinerario, perché qualunque cosa succeda è sempre bene essere rintracciabili. Avremo sempre dietro il cellulare, ma non affidiamoci totalmente alla tecnologia, spesso possono esserci dei problemi di ricezione della rete o di batteria.
7. Rispettare l’ambiente
Il buon escursionista (ma anche il buon cittadino) rispetta la natura. Portiamo via i nostri rifiuti, mettiamoli nello zaino e, una volta tornati, potremo gettarli nell’apposito cassonetto.
Sempre più spesso ci capita di trovare rifiuti lasciati lungo i sentieri e, in questo periodo, soprattutto mascherine chirurgiche. Queste impiegano circa mezzo secolo per decomporsi e sono pericolose anche per gli animali… stiamo attenti! Sarebbe un buon comportamento raccogliere i rifiuti trovati, in fondo a noi non costa molto e un piccolo gesto può davvero fare la differenza.
8. L’educazione, sempre!
Salutiamo. Diamo la precedenza. Non urliamo.
In montagna ci si saluta, sempre. Non ci chiedete perché, non si sa, è una di quelle tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. In fondo è un riconoscersi come appartenenti alla stessa categoria, come un’apertura nei confronti dell’altro (se solo anche in città si vivesse così…).
E la precedenza? Sì, è sempre una buona cosa, quando si incontra un escursionista nel verso opposto, spostarsi di lato e lasciar passare.
Per quanto riguarda il non urlare, non ci sarebbe nulla da dire, sembrerebbe scontato. Ma non è cosi, spesso si trovano persone con poco rispetto dell’altro e che non comprendono la bellezza e la fortuna di stare a contatto con la natura e non ne apprezzano il silenzio e i suoni.
Speriamo che questi consigli vi possano essere stati utili. Se vi va condividete questo articolo e divulgate insieme a noi il vademecum del buon escursionista.
Buon cammino!


