La Patagonia è sempre stata un grande sogno per noi. Uno di quei viaggi che ti sembrano impossibili da realizzare.
Inaspettatamente, però, questo sogno è diventato realtà. E vogliamo condividerlo con voi!
Abbiamo sempre pensato alla Patagonia come a distese infinite, ghiacciai maestosi, laghi turchesi e montagne che sembrano toccare il cielo.
Ma non abbiamo trovato questo.. abbiamo trovato molto di più!
Tra mini trekking sul Perito Moreno, navigazioni tra iceberg, camminate con vista sul Fitz Roy, cavalcate tra paesaggi infiniti, passeggiate fianco a fianco dei pinguini e la “conquista” della Fine del mondo, abbiamo vissuto un’esperienza che difficilmente dimenticheremo.
In questo articolo vi raccontiamo come sempre il nostro itinerario giorno per giorno, con tutti i dettagli pratici per organizzare il vostro viaggio in Patagonia: dove dormire, quali escursioni prenotare, cosa mettere in valigia e qualche consiglio per godervi al meglio questa
avventura.
E ci teniamo a ricordarvi che non siamo tour operator e che semplicemente vi raccontiamo il viaggio che abbiamo fatto noi, con i nostri ritmi e le nostre preferenze! Vi lasciamo i link di ogni cosa per vostra comodità, ma controllate sempre tutto prima di prenotare.
Premettiamo, inoltre, la cosa più importante che facciamo prima di ogni viaggio, ossia l’assicurazione di viaggio (tra l’altro obbligatoria in Argentina). Noi anche questa volta abbiamo scelto Heymondo e prenotando tramite questo link avete anche il 10% di sconto.
Pronti a partire per questo viaggio pazzesco con noi? Allora via!
- Giorno 1-2: Da Roma a El Calafate
- Giorno 3: Perito Moreno
- Giorno 4: El Chaltén
- Giorno 5: Navigazione Todo Glaciares
- Giorno 6: Trasferimento a Puerto Natales (Cile)
- Giorno 7: Torres del Paine
- Giorno 8: Cavalcata all’Estancia Laguna Sofía
- Giorno 9: Trasferimento a Punta Arenas
- Giorno 10: Navigazione all’Isola Magdalena
- Giorno 11: Trasferimento a Ushuaia
- Giorno 12: Parco Nazionale Tierra del Fuego
- Giorno 13: Parco Nazionale Tierra del Fuego
- Giorno 14: Volo Ushuaia – Buenos Aires
- Giorno 15: Buenos Aires
- Giorno 16: Buenos Aires e Volo per Roma
- Giorno 17: Ritorno a casa
- Info utili
- Nota importante
- Che cos’è In viaggio con Cip e Ciop
Giorno 1-2: Da Roma a El Calafate (20-21 dicembre)
Il viaggio per raggiungere la Patagonia è lungo.. il nostro ancora di più! Dalla partenza da Genova all’arrivo a El Calafate sono passate circa 38 ore, tra coincidenze, ritardi e un imprevisto e poco simpatico atterraggio a Montevideo causa nebbia su Buenos Aires.
Ma quando finalmente mettiamo piede in Patagonia (e ce ne rendiamo conto), capiamo che ne è valsa la pena.
Come siamo arrivate:
Treno da Genova a Roma Termini
Leonardo Express da Roma Termini a Roma Fiumicino
Volo diretto da Roma Fiumicino a Buenos Aires Ezeiza (EZE) con la compagnia Aerolinas Argentinas.
Trasferimento privato da Buenos Aires Ezeiza (EZE) a Buenos Aires Aeroparque (AEP).
Volo interno da Buenos Aires Aeroparque (AEP) a El Calafate sempre con Aerolinas Argentinas.
Quando arriviamo in hotel a El Calafate non sappiamo ovviamente più chi siamo, dove siamo e che ore siano, ma abbiamo fame, questa è l’unica certezza!
Quindi usciamo subito.
El Calafate è una cittadina piccola e tranquilla, perfetta come base per visitare i ghiacciai e i dintorni ma anche carina.
Passeggiamo lungo la via principale Avenida del Libertador General San Martin, dove si trovano negozi, supermercati, agenzie per le escursioni, ristoranti e anche il Paseo de Artesanos, mercatino di artigianato locale molto carino.
Saliamo alla collina con la scritta “El Calafate” e visitiamo poi la caratteristica chiesetta Iglesia Santa Teresita del Niño Jesús
Dove abbiamo mangiato:
Per aperitivo/cena ci fermiamo da “Tola”, dove assaggiamo le nostre prime (di una lunga serie) empanadas, patatine fritte e due ottime birre artigianali “Poincenot” (una con bacche di calafate, l’altra cioccolato e caffè).

Consigli pratici:
– Fate la spesa al supermercato “Anonima” per pranzi al sacco e acqua (sempre nella via principale).
– Per cambiare denaro (se il cambio è chiuso), provate nei ristoranti come Casimiro
– Preparatevi a incontrare i Bandurrias, uccelli dal becco lunghissimo e dal verso assordante. Li vedrete ovunque e noi li abbiamo amati.
Dove abbiamo dormito: Bahia Redonda Hotel
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Giorno 3: Mini Trekking sul Perito Moreno (22 dicembre)
Il nostro viaggio in Patagonia non poteva iniziare meglio: Perito Moreno, arriviamo!
Ci alziamo super emozionate e pronte per una delle esperienze più incredibili che si possano fare: il Mini Trekking sul Perito Moreno.

L’escursione:
La giornata inizia con un pick up direttamente in hotel alle 8.30. Dopo circa un’oretta facciamo una prima sosta al Parco Nazionale Los Glaciares per mostrare (o acquistare) i biglietti d’ingresso al parco.
*Noi avevamo già acquistato il Flexipass per 3 giorni, che copre anche le escursioni per i giorni seguenti, El Chaltén e Todo Glaciares.
I biglietti si pagano solo con carta di credito o Pesos Argentini.
Dopo una breve sosta panoramica, che per la prima volta ci pone davanti al magico Perito Moreno, ci imbarchiamo per una navigazione dal porto Bajo de las Sombras per attraversare il Lago Rico e arrivare alla base del ghiacciaio.
Qui incontriamo la guida e camminiamo fino al rifugio dove lasciamo tutto ciò che non serve (importante: i guanti sono obbligatori!).

Iniziamo con una breve camminata e poi ci equipaggiano con caschi e ramponi e finalmente mettiamo piede sul ghiacciaio.
Ci guardiamo e ci diciamo “stiamo davvero camminando sopra il Perito Moreno?”. E ancora non ce ne rendiamo conto.
Ma quindi, come ve la raccontiamo quest’esperienza?
Camminare sul Perito Moreno è surreale. Il ghiaccio sotto i piedi scricchiola, le pareti di un azzurro intenso si alzano intorno a noi, grotte profonde e maestose ci circondano, il ghiaccio è a perdita d’occhio e ogni tanto si sente il rumore sordo dei crolli.
Passiamo circa un’ora esplorando crepacci e laghetti azzurri, prima di concludere con un brindisi a base di whisky con ghiaccio e cioccolatino.

Dopo il trekking, pausa pranzo libera al rifugio e rientro in barca al porto.

Da lì, il pullman ci porta alle passerelle panoramiche dall’altro lato del ghiacciaio, dove abbiamo un’ora libera per esplorare le diverse terrazze e ammirare il Perito Moreno da vicino.
È maestoso, imponente e ogni tanto regala spettacolari crolli di ghiaccio.

Staremmo ore ed ore ad ammirare questo spettacolo e a chiederci come possa esistere tanta bellezza, ma è tempo di rientrare verso El Calafate.
Agenzia: abbiamo fatto quest’escursione con Hielo y Aventura.
Ci sono due opzioni di trekking:
-
- Mini trekking (quello che abbiamo fatto noi), con durata 9 ore e mezza di cui 1 e mezza sul ghiacciaio.
-
- Big Ice, con durata 12 ore di cui 3 ore sul ghiacciaio. Più impegnativo e più costoso.
Cosa portare:
– Pranzo e acqua
– Crema solare e occhiali da sole
– Calzature adatte
– Abbigliamento a strati e impermeabile (il tempo cambia rapidamente)
– Guanti (obbligatori!)
Aspettatevi molto vento!
Cariche di emozioni, torniamo quindi a El Calafate e andiamo a cena da “Guanaco”, con hamburger e birre tradizionali “Chopen de Calafate” (leggermente dolci, ma buone).
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Giorno 4: Escursione a El Chaltén e Fitz Roy (23 dicembre)
Oggi la partenza è alle 7:30 in direzione El Chaltén, piccolo paese ai piedi del mitico Fitz Roy e considerato la capitale del trekking in Argentina.

L’escursione:
Partiamo costeggiando il meraviglioso Lago Argentino e percorrendo la famosa Ruta 40, una delle strade più iconiche della Patagonia.
Durante il tragitto avvistiamo alcuni Nandù (simili a piccoli struzzi nativi della Patagonia) e tantissimi guanachi, con i loro cuccioli.
Facciamo una sosta a “La Leona”, dove possiamo timbrare il passaporto della Ruta 40 e usare i bagni.

Riprendiamo il tragitto e il panorama si apre sul Fitz Roy, che oggi si mostra in tutta la sua bellezza (non è sempre così visibile, ci dice la guida).

Proseguiamo costeggiando il Lago Viedma e ammiriamo il Ghiacciaio Viedma, il più grande ghiacciaio del Sud America, e prendiamo la Ruta 41.
Cosa visitiamo:
– Mirador del Cóndor: sentiero molto breve (circa 2 km) e molto semplice ma carino, con panorama su El Chaltén e Fitz Roy. Niente condor avvistati, ma la vista vale la camminata. Vento? Neanche a dirlo!

– Chorillo del Salto: un sentiero pianeggiante molto breve che porta a una bella cascata.

Il pranzo è incluso nell’escursione ed è in un locale molto carino, “Cervecería Don Guerra” (Nota bene: il pastel de papas è delizioso!)
E’ poi tempo di rientrare verso El Calafate.
Il responso della giornata qui è difficile da dare e vi spieghiamo il perchè.
Amiamo fare trekking e El Chalten è davvero un paradiso per questo, quindi essere arrivate qui e non poterne approfittare ci ha un po’ spezzato il cuore.
Vale la pena fare in giornata quest’escursione? Noi siamo comunque state contente di vedere questi panorami e il paesino di El Chalten, seppur di passaggio e senza potercisi immergere.
Sicuramente avendo più giorni a disposizione vi consigliamo di passarci una o due notti e di godervi i trekking in autonomia, ma se avete un solo giorno si può fare. Ovvio non sarà la giornata più emozionante del viaggio, quindi non eliminate dal vostro itinerario giorni più importanti per questa.
Agenzia: abbiamo fatto quest’escursione con Tolkeyen Patagonia.
Comunque noi, una volta tornate, facciamo un giretto in centro e veniamo attratte da un localino super carino: “Viva la Pepa”. Qui proviamo il mate (la bevanda tradizionale argentina) e una crêpes al dulce de leche spettacolare.
Vi consigliamo tantissimo questo posto!

E comunque le crepes ci riempiono così tanto che saltiamo la cena.
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Giorno 5: Navigazione Todo Glaciares (24 dicembre)
Sveglia presto cariche per un’altra giornata spettacolare qui in Patagonia: la navigazione Todo Glaciares!
Quindi partenza alle ore 7:20 dall’hotel e alle 8:30 siamo a Puerto Bandera pronti per imbarcarci.
Ricordatevi di portare il biglietto d’ingresso al parco e il voucher della navigazione.
A bordo è presente il bagno, una caffetteria, una zona interna e una esterna e viene proposto un servizio fotografico (o chiavetta usb con 10 foto e 2 stampe a 50 dollari o solo una stampa).
L’escursione:
Partiamo dal porto percorrendo il braccio nord del Lago Argentino e attraversiamo la Boca del Diablo e il canale di Upsala fino al Ghiacciaio Upsala (ci avviciniamo a 15 km di distanza, la massima per sicurezza)
Percorriamo poi il Canale Spegazzini con vista sul Ghiacciaio Seco ed arriviamo poi di fronte al Ghiacciaio Spegazzini, super super emozionante.

Sbarcamo al Rifugio Spegazzini per pranzo (incluso nella nostra tariffa, ma si può anche consumare il proprio o acquistarlo al momento) e poi raggiungiamo le passerelle e il Mirador con una passeggiata di circa 10 minuti.
Da qui la vista è molto bella.
Alle 14:15 riprendiamo la barca e torniamo al porto alle 16:00, dove ritroviamo il pullman per rientrare il hotel.
Agenzia: abbiamo fatto quest’escursione con Tolkeyen Patagonia.
E’ la vigilia di Natale e non tutti i locali sono aperti per cena. Noi andiamo molto presto al ristorante Casimiro Biguà, molto buono!
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Giorno 6: Trasferimento a Puerto Natales, Cile (25 dicembre – Natale)
Giornata di trasferimento verso il Cile.
Al Terminal Bus ritiriamo i biglietti allo sportello Taqsa e allo sportello n.9 paghiamo la tassa d’imbarco (3000 pesos a persona, in contanti)
Importante: prima di partire è obbligatorio compilare online la dichiarazione giurata per la frontiera con il Cile. Il QR code si trova alla biglietteria oppure online
Quindi noi alle ore 8:30 con il pullman per Puerto Natales (a bordo ci danno un panettoncino di buon Natale e una bottiglietta d’acqua).
Il viaggio:
– Mezz’ora di sosta bagno e cibo presso “La Esperanza”
– Arriviamo alla frontiera argentina: controllo passaporti e possibilità di farsi il timbro della Ruta 40 e di Santa Cruz (molto belli!).
– Poco dopo, frontiera cilena: qui bisogna scendere con tutti gli zaini. Controllo passaporti, timbro, apertura zaini. Nel frattempo, i cani controllano i bagagli sul pullman.
L’operazione dura quasi un’oretta.
Dopo circa 20-30 minuti dalla frontiera arriviamo al terminal bus. Un taxi ci porta all’hotel e noi andiamo subito alla ricerca di un posto per cena.
Anche qui è quasi tutto chiuso essendo Natale, così noi stanche e affamate entriamo da “Nandù” per un hamburger veloce (niente di memorabile).
Consigli per il trasferimento:
– Portatevi snack per il viaggio
– Non dimenticate di compilare il modulo online per il Cile
– Alla frontiera cilena non si può passare con frutta, verdura o prodotti freschi (controllate online il regolamento)
– Il viaggio totale dura circa 5-6 ore incluse le soste
– Il nostro bus Taqsa è stato molto comodo e puntuale e ci siamo trovate bene
Dove abbiamo dormito: Hotel Natalino Patagonia
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Giorno 7: Torres del Paine – Full Day (26 dicembre)
Buongiorno Cile!
Sveglia all’alba per l’escursione al Parco Nazionale Torres del Paine, una delle meraviglie naturali più iconiche della Patagonia cilena.
Partenza ore 7:45 dall’hotel con pullman
Prima tappa: Cerro Castillo, con sosta a “El Ovejero”, un locale carinissimo con caffè e souvenir originali. Merita una sosta per scaldarsi e dare un’occhiata ai prodotti artigianali locali.
Si riparte verso il Parco, con varie soste fotografiche e stupende lungo il percorso e soste al Mirador Lago Sarmiento e Laguna Amarga.

Qui assaggiamo le Bacche di Calafate: sono bacche blu/viola che si trovano ovunque in Patagonia e sono tipiche della zona. La leggenda narra che se si mangiano queste bacche il ritorno in Patagonia è assicurato.
Noi, per non sbagliare, le mangiamo direttamente dal cespuglio e anche come liquore, marmellata, birra e dolci. Sempre meglio non rischiare!
Entriamo nel parco mostrando i biglietti (acquistabili online o all’ingresso).
Prima di entrare, la guida ci raccomanda di mantenere la calma in caso di avvistamento di puma: restare in gruppo, non correre, mantenere la calma. I puma sono presenti nel parco ma raramente si avvicinano ai gruppi numerosi. (beh, neanche a dirlo, di puma neanche l’ombra!).

Le tappe principali del nostro tour:
– Salto Grande: una cascata imponente dal colore bellissimo, che noi troviamo incorniciata da un magico arcobaleno. Il vento qui ci porta via, ma il sito è aperto perchè il vento è moderato (50-80 km/h), ma se supera gli 80 km/h viene chiuso per sicurezza.

– Mirador Lago Pehoé, uno dei panorami più fotografati della Patagonia. Il lago ha una divisione netta di colore tra blu e azzurro, con le Torres sullo sfondo.

– Lago Grey con pranzo a Rio Pingo.
Nota sul pranzo: Non ci sono molti punti ristoro nel parco. C’è una caffetteria vicino al Salto Grande o dove abbiamo pranzato noi più tardi.
Ripartiamo e facciamo un’ultima tappa alla Cueva del Milodón: una grotta naturale dove furono ritrovati i resti di un milodonte, un antico mammifero estinto migliaia di anni fa.
All’interno c’è una ricostruzione a grandezza naturale dell’animale.

Il nostro commento sulla giornata è molto simile all’escursione a El Chaltén. Il Parco Nazionale Torres del Paine offre trekking spaziali, assolutamente da fare, ma che richiedono tempo.
Se amate il trekking e avete giorni a disposizione pensate di dedicare qualche giornata a questo posto.
Noi volevamo fare troppe cose e vedere troppi posti, quindi abbiamo rimandato i trekking a un nostro futuro viaggio qui in Patagonia (speriamo!).
Agenzia: abbiamo fatto quest’escursione con Comapa Turismo
Rientriamo e arriviamo in hotel verso le 19.
Proviamo subito ad andare da Santolla, un ristorante famoso per la Centolla, il tipico Granchio reale australe. Ma qui l’attesa stimata è circa due ore e la nostra fame non ce le concede.
Andiamo quindi al Ristorante Picada de Carlitos, consigliatoci dalla guida di oggi.
E’ un locale semplice tipo tavola calda, niente di eccezionale ma con molto posto disponibile.
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Giorno 8: Cavalcata all’Estancia Laguna Sofía (27 dicembre)
Oggi vi stupiremo con effetti speciali: niente trekking o navigazioni, ma una bellissima esperienza: una cavalcata in
Patagonia!
Non siamo impazzite, ma l’idea di cavalcare tra i paesaggi meravigliosi e sconfinati della Patagonia ci ha attratto subito.
E quindi eccoci qui, partite dall’hotel in pullman e in 20 minuti già pronte all’Estancia Laguna Sofía, dove ci equipaggiano con caschetto e
gambali.
Ci vestiamo e raggiungiamo il recinto dei cavalli.
Qui ci insegnano le basi dell’equitazione e ci dividono in due gruppi: esperti e principianti. (Immaginate a quale gruppo appartenessimo noi!!)
Ci vengono assegnate due cavalle tranquille, Samba e Pampa, molto carine e docili (tranne quando vedevano del cibo, proprio come noi!).
La cavalcata dura circa 2-3 ore attraverso la steppa patagonica, con panorami aperti e il vento costante che ci accompagna. Riusciamo finalmente a vedere i condor più da vicino mentre planano sopra di noi e ci regalano momenti indimenticabili.

Una volta finita la cavalcata, rientriamo e veniamo accompagnate nuovamente in hotel.
Consigli per la cavalcata:
– Vestitevi comodi con pantaloni lunghi
– Il vento può essere forte anche se c’è il sole
– Portate occhiali da sole
– Non serve esperienza pregressa
– I cavalli sono tranquilli e ben addestrati
L’esperienza dura mezza giornata, quindi arriviamo in tempo per pranzo e scegliamo il ristorante Cocina Criolla: pastel de choclo e empanadas, favolosi!
L’attesa è stata di circa mezz’ora, ma ne è valsa la pena.
Dopo pranzo, giro in paese e spesa per il pranzo del giorno dopo!
Per cena non ci lasciamo battere da nessuno e alle 17.50 siamo già davanti a Santolla… ovviamente c’è già la fila, ma lasciamo il nome e aspettiamo nella hall dell’hotel accanto.
Veniamo chiamati alle dopo circa un’ora e mezza di attesa, che ne vale decisamente la pena!
Cosa abbiamo ordinato
∙ Pastel de Centolla (“Traditional King Crab Pudding”): una delizia cremosa e saporita
∙ Natalina (200g di granchio reale): freschissimo e delicato
∙ Vino Sauvignon Blanc: perfetto abbinamento
∙ Mousse di cioccolato con arancia e noccioline per dessert (favoloso!!!)
∙ Liquore di calafate per concludere
Sicuramente non economico, ma super buono e da provare!
Arrivate però prima dell’orario di apertura (ore 18) perchè i tavoli sono davvero pochi e l’attesa è infinita.
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Giorno 9: Trasferimento a Punta Arenas (28 dicembre)
Oggi nuovo trasferimento, quindi via verso il terminal bus e partenza alle 11 verso Punta Arenas.
Il viaggio dura circa 3 ore e nel primo pomeriggio siamo già in giro per la città.
La pioggia oggi è incessante, ma noi saliamo al Mirador Cerro de la Cruz per una vista panoramica sulla città e sullo Stretto di Magellano.
Ci fermiamo poi al Café Sarmiento per una pausa pranzo/merenda/aperitivo/cena tutto insieme, sempre con vista.

Dove abbiamo dormito: Hotel Diego de Almagro Punta Arenas
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Giorno 10: Navigazione all’Isola Magdalena – Pinguini! (29 dicembre)
Eccoci in un’altra di quelle giornate che abbiamo tanto atteso qui in Patagonia: pinguini, stiamo arrivando!
La mattina approfittiamo finalmente del sole per fare un nuovo giro in città, dalla passeggiata sul lungomare fino al porto, per poi tagliare nell’interno e passare al mercatino artigianale in cui, al piano superiore, ci facciamo timbrare il passaporto.
Passiamo poi da Plaza de Armas e qui troviamo la “Feria de Turismo Viva Punta Arenas”. Assistiamo qui alla danza nazionale, La Cueca, molto bella e coinvolgente. Un bel momento!
(Vi lasciamo anche una curiosità cilena, che noi non sapevamo e che scopriamo qui: per capodanno qui in Cile si usa indossare mutande gialle e non rosse. Andrebbero regalate e dopo non si possono più indossare. Portano fortuna soprattutto in amore, ma anche denaro e salute. Ok scusate non c’entrava, ma eravamo circondate da bancarelle piene di biancheria gialla e non capivamo il perchè!)
Il pomeriggio ci aspetta la tanto attesa navigazione verso l‘Isola Magdalena.
Ci imbarchiamo con la compagnia Tabsa e la nave Yhagan e l’escursione è così organizzata: 1 ora e 45 minuti viaggio andata, 1 ora sull’isola, 1 ora e 45 minuti viaggio ritorno.
La navigazione attraversa lo Stretto di Magellano e ci porta all’Isola Magdalena, casa di oltre 150mila pinguini Magellano.
Sull’isola il percorso è obbligato e circolare, è importante non dar fastidio ai pinguini, star loro lontani e lasciare distanza quando attraversano il nostro sentiero.
Vederli così da vicino è davvero un’emozione unica. Sono adorabili e super ridicoli!
Tra loro si trovano anche tantissimi gabbiani con cuccioli stupendi.

Noi percorriamo quindi il sentiero fino al faro e torniamo alla barca.
(Secondo noi un’ora soltanto è un po’ pochina per godersi davvero questo momento così bello e lo staff della nave deve giustamente far rispettare gli orari quindi ti segue in modo un po’ frenetico ricordandoti che bisogna muoversi. “don’t stop here!” non ce lo siamo più levato dalle orecchie!).

Alle 18 risaliamo però sulla nave e ripartiamo verso Punta Arenas. Sul viaggio di ritorno c’è la possibilità di farsi timbrare il passaporto, anche questo merita!
Consigli per l’escursione sull’isola:
– Vestitevi a strati, fa freddo durante la navigazione e vorrete stare fuori per avvistare balene e altri animali!
– Portate macchina fotografica, con zoom
– Rispettate le distanze dai pinguini
– La navigazione può essere annullata in caso di maltempo, verificate sempre
Per cena andiamo al Ristorante La Luna, molto molto carino e a 10 minuti dall’hotel. Ordiniamo salmone con purè di barbabietola e Chupe de Centolla (stufato di granchio reale). Strepitosi!
Qui lasciamo anche un nostro bigliettino… se passate di lì cercatelo!:)

Dopo cena ci godiamo una passeggiata in riva al mare, sullo Stretto di Magellano al tramonto.
Due minuti dopo ci ritroviamo in spiaggia, a ballare e cantare. Libere, felici, leggere.
Grate per questo viaggio incredibile che stiamo facendo e per le continue emozioni che stiamo vivendo.
Grazie, Patagonia!

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Giorno 11: Trasferimento a Ushuaia – La città più australe del mondo (30 dicembre)
Sveglia presto per il lungo trasferimento verso Ushuaia, di nuovo in Argentina.
Partenza ore 8 con pullman Tecni Austral dal terminal di Punta Arenas.
Durante il viaggio attraversiamo lo Stretto di Magellano (circa 30 minuti di navigazione), poi la Frontiera cilena (San Sebastián) con il controllo passaporti per l’uscita dal Paese (circa 30 minuti) e subito dopo troviamo la frontiera argentina, con il controllo passaporti per l’ingresso.
Facciamo poi una pausa nel paese di Tolhuin e verso le 19 arriviamo finalmente a Ushuaia.
Siamo alla Fine del Mondo!
Per fortuna il nostro hotel è a due passi dal terminal bus, perchè proprio alle 19 avevamo prenotato la cena (unica prenotata dall’Italia).
Quindi corsa in camera, lancio degli zaini e corsa verso il Ristorante Maria Lola Resto.
Ceniamo molto molto bene: come antipasto centolla al natural e gamberi e poi merluzzo negro. E abbiamo una bellissima vista sul mare!

Dopo cena andiamo a fare ancora un giretto approfittando della luce e andiamo a vedere il famoso cartello che indica che siamo alla fine del mondo.
Siamo alla Fine del Mondo.
Siamo davvero alla Fine del Mondo!
Quanta emozione.

Dove abbiamo dormito: Hotel Albatros
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Giorno 12: Parco Nazionale Tierra del Fuego e Treno del Fin del Mundo (31 dicembre)
Oggi è l’ultimo giorno dell’anno e noi partiamo in fuoristrada per immergerci nella Terra del Fuoco. Beh questo 2025 poteva finire peggio!
Facciamo prima una bella soste fotografica con vista Lago Escondido e poi iniziamo a salire su per le Ande.
Inizia ora l’avventura avventura off-road sulla strada sterrata che, tra buche, pozze e testate prese, ci porta sulle rive del Lago Fagnano.

Qui la guida ci offre tè, caffè, biscottini e un buon mate.
Proseguiamo poi lanciandoci in 4×4 nel lago, poi nel fiume e infine di nuovo sullo sterrato.
Raggiungiamo un rifugio in un posto super suggestivo sulle rive del Lago Escondido dove le guide ci preparano un pranzo tipico super buono: asado in stile argentino accompagnato da ottimo vino Malbec.
Dopo pranzo, si ha la possibilità di fare un giro in canoa sul lago e, ovviamente, noi diciamo subito di si e si rivela la risposta giusta: siamo in mezzo a un lago, nella Terra del Fuoco, su una canoa. Intorno solo silenzio e natura selvaggia. Quante emozioni!

Rientriamo poi al rifugio e riprendiamo i nostri potenti mezzi che ci riportano in città.
Agenzia: abbiamo fatto quest’escursione con Tierra Turismo
Facciamo un giretto e ci mettiamo a cercare un ristorante per cena, ma essendo Capodanno le opzioni sono: ristoranti chiusi, ristoranti solo con prenotazioni, ristoranti con menù fissi a prezzi esorbitanti.
Ottimo inizio!
Noi ci mettiamo in coda all’Hard Rock e, finita la lista dei prenotati, ci accaparriamo l’unico tavolo rimasto libero. Non sarà proprio tipico, ma passiamo una bella serata!
Buon anno nuovo così.
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Giorno 13: Parco Nazionale Tierra del Fuego (1 gennaio)
Il primo giorno dell’anno lo passiamo esplorando il Parco Nazionale Tierra del Fuego, il parco più australe del mondo.
Partiamo in van dall’hotel e la prima tappa è il mitico Treno della Fine del Mondo, il treno più australe del mondo.

Anche qui potete avere un bellissimo timbro per il passaporto. Non abbiamo trovato cartelli che lo indicassero quindi ricordatevi di chiedere in biglietteria se lo volete!
Il nostro treno parte alle 9:45 e il viaggio dura circa un’ora.
Durante il percorso si fa una sosta alla cascata Macarena e poi si arriva direttamente nel Parco Nazionale.
Alla partenza avete la possibilità di farvi fare una foto ricordo e noi, che mai facciamo queste cose, alla fine l’abbiamo addirittura comprata!
Questo treno è molto turistico, ma l’abbiamo trovato bello perchè a bordo viene spiegata tutta la storia del Treno dei Prigionieri ed è davvero interessante.

Arrivati poi alla fine del treno abbiamo il van che ci aspetta per proseguire con l’esplorazione.
Ci dirigiamo al Lago Roca e poi alla Baia di Lapataia: fine della Panamericana e punto più australe raggiungibile via terra nel mondo!
Ci immergiamo nella natura selvaggia e ammiriamo questi posti stupendi, prima di rientrare verso la città.

Agenzia: abbiamo fatto quest’escursione con Tierra Turismo
Al pomeriggio avremmo avuto la tanto attesa navigazione sul Canale di Beagle, ma ci è stata cancellata per maltempo.
Vi lasciamo immaginare il nostro umore!!
Comunque ci consoliamo con un pranzo da Bar Ideal, con un’attesa di oltre un’ora ma piatti buoni (quando finalmente arrivano).
Prepariamo poi gli zaini per la partenza del giorno dopo e giriamo ancora un po’ per il centro.
Pausa merenda per un buon mate cocido (versione in bustina del mate) da Tante Sara, accompagnato da alfajores.
E poi per cena da Gintoneria Jeremy Button: gin tonic creativi e buonissimi e un tagliere misto con empanadas e altre specialità.
Si ok, al posto della navigazione praticamente abbiamo solo mangiato!
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Giorno 14: Volo Ushuaia – Buenos Aires (2 gennaio)
Mattina sveglia presto per un giro in centro con finalmente i negozi aperti, un po’ di gente, traffico e vita (visto che 31 e 1 era tutto chiuso).
Ultimi acquisti e timbri sul passaporto sia al Post Office nella via principale sia all’ufficio turistico.
Poi arriva purtroppo il terribile momento della ripartenza e un aereo (in ritardo ovviamente) di Aerolinas Argentinas ci porta da Ushuaia a Buenos Aires.
Ciao Patagonia, non sappiamo neanche come dirti quanto ci mancherai!

L’arrivo in città è frenetico e di corsa e non facciamo neanche in tempo a realizzare di aver lasciato la Patagonia che ci ritroviamo a ballare il tango!
Avevamo infatti prenotato una lezione di tango da La Ventana e una cena con spettacolo di tango da Michelangelo (i locali sono attaccati).
Eravamo un po’ titubanti: siamo sempre per provare ogni esperienza tipica e non tirarci mai indietro, ma ballare non è il nostro forte.
Invece la lezione si rivela fantastica e l’istruttore ci fa addirittura i complimenti: “Muy bien. Sembrate argentine. Non sapete parlare ma sembrate argentine!”

Dopo la lezione, cena e spettacolo di tango con ballerini professionisti.
Anche su questo dobbiamo ammettere la nostra iniziale titubanza, in quanto ci sembrava una cosa troppo “da turisti”, ma è stato invece uno spettacolo emozionante e incredibile, loro sono davvero bravi ed eravamo letteralmente senza parole!!

Lezione: cliccate qui per l’attività
Cena e spettacolo: cliccate qui per l’attività
Dove abbiamo dormito: Cyan Hotel de las Americas
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Giorno 15: Buenos Aires (3 gennaio)
Oggi con più calma realizziamo di essere a Buenos Aires. Di non essere più vestite da inverno come in Patagonia e di essere in top a 30 gradi.
La mattina abbiamo un tour guidato della città, quindi ci vengono a prendere in van in hotel.
Ecco le tappe del nostro giro:
– Plaza de Mayo: il cuore politico di Buenos Aires, con la Casa Rosada (palazzo presidenziale)
– Passeggiata fino a Via Florida, la via pedonale dello shopping
– Metropolitana Perù a Plaza de Mayo
– Cattedrale Metropolitana
– San Telmo: il quartiere del tango
– Statua originale di Mafalda e casa del suo creatore
– Mercado de San Telmo (il mercato coperto stile Boquería di Barcellona) La domenica qui si svolge la famosa Feria de San Telmo.
– La Boca: il quartiere più colorato
– Passiamo dallo stadio della Bombonera (Boca Juniors)
– Caminito: case colorate, artisti di strada e locali di tango
– Puerto Madero: il quartiere moderno sul porto
– Recoleta: il quartiere elegante
– Floralis Genérica: enorme scultura di un fiore metallico nel parco
– Palermo: il quartiere residenziale alla moda

Il tour finisce a Recoleta e noi pranziamo da La Panera Rosa Recoleta con empanadas molto buone.
Il pomeriggio giriamo ancora la città in autonomia: Mercatini in piazza a Recoleta, Via Florida, passeggiata fino a Puerto Madero e aperitivo.
Per cena andiamo su Avenida Corrientes e proviamo una pizza (mai fatto all’estero, ma ci sentiamo ispirate) da Banchero, tipico genovese. Vabbè i commenti ve li risparmiamo!
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Giorno 16: Buenos Aires e volo per Roma (4 gennaio)
L’ultimo giorno a Buenos Aires lo iniziamo con un’esperienza a cui tenevamo molto: un corso di Empanadas!
Dopo tutte quelle che abbiamo mangiato, vogliamo saperle replicare anche a casa!
Quindi alle ore 10 siamo nel quartiere di Palermo, raggiunto in taxi dall’hotel, per il nostro corso.
Impariamo a preparare sia le empanadas tradizionali argentine sia gli alfajores.

Lezione simpatica anche se ci ha deluso il fatto che alcuni ingredienti fossero già pronti, ma ci è stato spiegato che nessuno in Argentina prepara la pasta per le empanadas, tutti la comprano!
E quindi era già pronta.. discutibile, ma comunque divertente. E’ stato molto bello anche il fatto che durante queste esperienze si conoscano persone da tutte le parti del mondo.
Comunque siamo state addirittura brave e ce le siamo mangiate tutte!
Agenzia: cliccate qui per vedere direttamente l’esperienza
Ore 12:30 finiamo e ci dirigiamo a piedi (40 minuti) verso il Giardino Giapponese.
Ingresso: 16.000 pesos a persona. Piccolo ma molto carino, un’oasi di pace nel caos di Buenos Aires diciamo!

Da lì sempre a piedi (50 minuti!) torniamo a Recoleta e poi di nuovo in Via Florida per gli ultimi acquisti.
Per merenda andiamo da Havanna su Corrientes e assaggiamo gli alfajores al cioccolato 70%, i migliori provati in tutto il viaggio!
Ci godiamo poi gli ultimi raggi di sole al parco prima di rientrare in hotel, prendere i nostri zainoni e dirigerci in aeroporto.
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Giorno 17: Ritorno a casa (5 gennaio)
Il volo Buenos Aires – Roma, neanche a dirlo, è in ritardo. Ma il tempo di percorrenza è meno del previsto quindi arriviamo comunque in orario.
Leonardo Express per Roma Termini, pranzo/cena in stazione, treno Roma Termini-Genova.
Fine del viaggio. Stanche ma felici, con cuore e occhi pieni di Patagonia.
La Patagonia è il viaggio dei sogni, un viaggio intenso, emozionante e rigenerante.
Tra ghiacciai che crollano, pinguini curiosi, montagne che toccano il cielo e vento che ti spinge in avanti, questa è un’avventura che porteremo per sempre nel cuore.
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Info Utili
Assicurazione sanitaria
L’assicurazione sanitaria è obbligatoria per entrare in Argentina per i turisti. Noi abbiamo scelto Heymondo, come per ogni nostro viaggio.
Ve la consigliamo, è totalmente personalizzabile ed ha un ottimo rapporto qualità-prezzo! Inoltre se prenotate tramite questo link avrete il 10% di sconto
eSIM
In Patagonia, come in ogni nostro viaggio all’estero, abbiamo acquistato e utilizzato le eSim per essere sempre connesse ad internet.
Dovendo sentire continuamente agenzie e driver sono state fondamentali, senza la necessità di cercare sempre wifi pubblici o di cambiare le sim fisiche da un paese all’altro.
Abbiamo scelto le eSIM Holafly e il piano direttamente per tutta l’America Latina.
Curiosità: quando il nostro volo da Buenos Aires è stato dirottato su Montevideo, in Uruguay, ci siamo trovate subito connesse e abbiamo potuto contattare immediatamente l’agenzia, l’hotel, il driver e la compagnia aerea per riorganizzare subito tutto. E’ stato utilissimo!
Sono comodissime perchè si acquistano direttamente online prima della partenza e si installano e poi una volta a destinazione basta attivarle dalle impostazioni e si è subito connessi.
Se prenotate con il codice sconto CIPECIOP o direttamente tramite questo link avete il 5% di sconto
Quando andare:
Dicembre-febbraio è l’estate australe, il periodo migliore per visitare la Patagonia.
Temperature miti, giorni lunghi e ghiacciai accessibili.
Il vento è sempre sempre forte, quindi non fatevi ingannare dai gradi e copritevi, sempre.
Cosa mettere in valigia:
– Abbigliamento a strati (considerate tutte le stagioni in un unico giorno)
– Giacca antivento impermeabile
– Scarpe da trekking comode
– Guanti, cappello, sciarpa
– Crema solare alta protezione e occhiali da sole
– Borraccia
– Burro di cacao
Gli strati che abbiamo avuto sempre addosso noi: maglia termica, pile leggero, piumino (kway sempre nello zaino). Pantaloni da trekking, calze pesanti e scarponcini alti. Scaldacollo, guanti touch, berretto.
Cambio valuta:
– Argentina: pesos argentini (tassi molto variabili, meglio cambiare in loco senza prelevare)
– Cile: pesos cileni
La carta di credito è accettata praticamente ovunque, noi abbiamo cambiato Euro in Pesos Argentini per sicurezza, ma usato senza problemi e quasi sempre senza commissioni la Revolut e ci siamo trovate benissimo.
Timbri sul passaporto:
Vi abbiamo parlato dei timbri ricordo bellissimi che potete chiedere in varie tappe del viaggio in Patagonia, ma vorremmo fare una precisazione.
Tecnicamente, apporre timbri non ufficiali sul passaporto significa alterare un documento governativo. Anche se dalle ricerche che abbiamo fatto online nessuno ha mai avuto problemi, noi vi consigliamo di non timbrare direttamente il vostro passaporto per non rischiare questioni future (o anche solo per il fatto di non occupare troppe pagine).
Noi ci siamo portate un quadernino apposta per collezionare questi ricordi, che utilizzeremo ovviamente in tanti altri viaggi.
Pensiamo sia una buona soluzione non solo dal punto di vista legale, per non incorrere in problemi con il passaporto, ma anche per avere tutti i timbri insieme in un unico posto ed avere un ricordo bellissimo.
Vi lasciamo qualche foto per farvi un’idea!

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Nota importante
Abbiamo scelto di organizzare questo viaggio affidandoci al portale Evaneos.
Evaneos è una piattaforma online che ci mette direttamente in contatto con agenzie locali selezionate.
Non lo conoscevamo e non l’avevamo mai provato e dobbiamo dire che ci siamo trovate molto bene.
Grazie a Evaneos abbiamo trovato l’agenzia di Buenos Aires De La Paz Tur e contattato Paloma, che ci ha seguito e ci ha costruito questo viaggio su misura.
Ne è uscito il viaggio che abbiamo sempre sognato!
Anche con quest’agenzia ci siamo quindi trovate molto bene e vogliamo consigliarvela.
Speriamo che questo articolo vi sia stato utile, vi abbia lasciato sia tanti consigli sia tanta voglia di esplorare questa meraviglia che è la Patagonia.
Per qualunque altra domanda potete scriverci qui nei commenti o sulla nostra mail inviaggioconcipeciop@yahoo.com
Se cercate idee per altri viaggi, vi rimandiamo a tanti altri articoli QUI sul Blog!
Vi ricordiamo che per tutte le foto e i video di questo nostro viaggio e di tantissimi altri viaggi intorno al mondo, potete venire a seguirci sulle nostre pagine social:
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Al prossimo viaggio!
Che cos’è In viaggio con Cip e Ciop
“In viaggio con Cip e Ciop” siamo noi.
Noi siamo Laura e Silvia. Amiche, viaggiatrici, genovesi.
Cosa troverete nel nostro blog?
- I racconti dei nostri viaggi, per il Mondo, per l’Italia e per la Liguria, la nostra regione che amiamo e che non smettiamo di esplorare.
- I consigli che cercheremo sempre di darvi e che speriamo possano esservi utili.
- I nostri trekking e le nostre escursioni.
- Sempre, noi stesse: le nostre emozioni e il nostro vivere ogni viaggio come tassello di un puzzle che, pezzo dopo pezzo, ci dà senso e forma.
Siamo spontanee, a volte un po’ matte, vi raccontiamo i nostri viaggi per come li abbiamo vissuti noi e forse non siamo abbastanza serie.
Andiamo nei posti più strani e sconosciuti e cerchiamo di farveli conoscere e darvi la voglia e l’ispirazione per partire e andarne alla ricerca.
Certo è che se voi, per caso, aveste voglia di restare e far parte del nostro mondo, per noi sarebbe un regalo enorme.
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