Namibia: itinerario di 12 giorni

Quello in Namibia è stato il viaggio più incredibile, più emozionante e più affascinante che abbiamo mai fatto. Partiamo da qui!

“Una sola cosa allora volevo: tornare in Africa.
Non l’avevo ancora lasciata, ma ogni volta che mi svegliavo, di notte, tendevo l’orecchio, pervaso di nostalgia.”
(Ernest Hemingway)

La Namibia è il deserto più antico del mondo, le dune più alte del mondo. Safari tra animali pazzeschi. Tramonti infuocati e albe ancor più stupefacenti. Cieli stellati incredibili. Paesaggi che cambiano continuamente e che non smettono di stupire.
E’ sorrisi, sguardi, persone di una gentilezza infinita. Gite in barca tra balene, delfini, otarie, pellicani, fenicotteri rosa. Escursioni in fuoristrada tra le incredibili dune che finiscono nell’oceano.
E’ trovarsi davanti un leone, far attraversare la strada a un branco di elefanti come se fosse la cosa più normale del mondo, guardare il tramonto insieme alle giraffe.

La Namibia è magia.

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Se anche voi volete vivere questa magia e partire alla scoperta di questo posto meraviglioso, ecco l’itinerario che abbiamo seguito noi.

 
 

Giorni 1 e 2 – Viaggio Milano-Windhoek

Partenza dall’Italia.
Partiamo per questo fantastico viaggio dall’aeroporto di Milano Malpensa e, dopo uno scalo a Addis Abeba, atterriamo il giorno successivo in Namibia, a Windhoek.

Volo Milano Malpensa – Addis Abeba h 22.30 – 6.05
Volo Addis Abeba– Windhoek h 8.35 – 13.20
Compagnia: Ethiopian Airlines 

In aeroporto cambiamo i soldi, compriamo un adattatore perché l’adattatore universale non conteneva la presa per la Namibia e acquistiamo anche una Sim locale.

Info prese corrente: le spine sono di tipo tripolare. Il costo dell’adattatore all’aereoporto di Windhoek è di circa 10 euro. Il consiglio è quello di acquistarlo in Italia prima della partenza, ma sappiate che per ogni evenienza lo trovate in aeroporto e anche nei supermercati.
Info Sim locale: in aeroporto trovate un negozio MTC  in cui acquistare le sim (no Esim). Ci sono vari prezzi, in base alle vostre esigenze. Negli hotel e nei lodge è presente il wifi, ma spesso solo nell’area comune.

Finiti gli acquisti, ci trasferiamo nel nostro hotel a Windhoek, con circa un’oretta di viaggio.

Ceniamo sul presto e, stanchi dal viaggio ma carichi per l’inizio di questa nuova avventura, andiamo a dormire.

Hotel: Windhoek Country Club Resort 

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Giorno 3 – Da Windhoek al Deserto del Namib

Buongiorno Namibia!
Sveglia all’alba e siamo pronti per questa giornata di trasferimento. Da Windhoek ci dirigiamo verso sud e verso il deserto del Namib.
Partiamo alle 7, ci fermiamo prima a Rehoboth, una cittadina a circa 90 km da Windhoek, per fare scorta al supermercato, e tiriamo poi fino a Solitaire.
Solitaire è una sosta obbligata. Sembra un posto uscito da un film. Qui si trovano solo un benzinaio, un meccanico, un lodge, un negozietto e una bakery. Il forno McGragor ha mille bontà, ma ad essere celebre in tutta l’Africa è la torta di mele.
Ah, ovviamente fate rifornimento per la vostra auto qui!

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Noi pranziamo e ripartiamo.

La strada è lunga, scomoda, sterrata, traballante e.. meravigliosa! Godetevi il viaggio!

Verso le 16.30 arriviamo nel nostro primo lodge in Namibia, già incantate ed emozionate.
Giusto il tempo di una doccia e di duecento foto al panorama e via di corsa a goderci il nostro primo tramonto namibiano.

Serve che ve lo descriviamo?

  

Dopo questa meraviglia ceniamo e poi andiamo in camera.
Ma la giornata non è mica finita, prima di dormire ci godiamo ancora un po’ di bellezza con alcuni orici che passano a salutarci davanti alla nostra camera.
Ancora uno sguardo al cielo (che purtroppo è illuminato dalla luna piena e non regala lo spettacolo che ci aspettavamo) e buonanotte.

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Hotel: Le Mirage Resort & Spa 


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Giorno 4 – Sossusvlei

Sveglia come sempre prima dell’alba, colazione e partenza alle 6.30 per quella che sarà una delle giornate più belle del nostro viaggio qui in Namibia. Direzione Sossusvlei!
Arriviamo all’ingresso del Parco Nazionale Namib Naukluft alle 7 e aspettiamo che apra, alle 7.30. Gli orari di apertura variano in base alle stagioni, apertura all’alba e chiusura al tramonto, quindi controllate il calendario.

Il Parco Namib Naukluft è la più grande riserva faunistica dell’Africa (più di 50 mila km², circa come la Svizzera) e il quarto più grande parco nazionale del mondo. Al suo interno troviamo sia il deserto del Namib che la catena montuosa del Naukluft.
E’ diviso in 4 zone e noi stiamo per entrare nella zona di Sossusvlei.

Al gate si paga l’ingresso e si prende la strada asfaltata che in circa 60km porta al parcheggio di Sossusvlei, attraversando un panorama meraviglioso.

Durante questa strada incontriamo la Duna 45, la più famosa (“la duna più fotografata del mondo” è definita) e la più accessibile. Si trova, come dice il nome, al 45esimo km dal gate e per scalarla ci vogliono circa 30 minuti (dicono, noi non l’abbiamo fatto e poi vi spieghiamo il perché).
Quello che la nostra guida ci ha consigliato di fare, e che noi di conseguenza consigliamo a voi, è superare questa duna e lasciarla per il ritorno e arrivare diretti al parcheggio. Arrivati, se avete un buon mezzo 4×4 e ve la sentite potete affrontare la pista di sabbia di 5km e arrivare in autonomia a Deadvlei, oppure potete salire sui mezzi del Parco e farvi portare da loro, come abbiamo fatto noi.

Scesi dal mezzo, ci incamminiamo per raggiungere la famosa, super fotografata e da noi tanto sognata Deadvlei. L‘immagine simbolo della Namibia, insomma.

In circa 20 minuti si può arrivare alla meraviglia di Deadvlei. Ma noi vi diciamo: non fatelo!
Cosa dovete fare, invece?
Partite dal parcheggio e seguite le tracce fino ad intraprendere la scalata del Big Daddy, la duna più alta del mondo.
E’ alta circa 325 metri e per scalarla contate un’ora/un’ora e mezza. Non è semplicissimo e non è adatto a tutti, soprattutto certe salite in cui i piedi sprofondano nella sabbia e sembra di fare un passo avanti e dieci indietro, ma avete modo di provare e scendere a metà circa, facendo solo il primo tratto meno impegnativo e molto panoramico.

Questo non solo perché scalare la duna è un’esperienza meravigliosa, ma anche perché il panorama da lassù è incredibile.
Intorno a noi solo sabbia e dune e sotto di noi si apre, a mano a mano che saliamo, questa enorme depressione bianca, in cui spiccano solo alberi neri e morti.

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Una volta in cima, restiamo incantate dallo spettacolo e vorremmo non dover mai andare via.

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Invece, ci stringiamo le scarpe, sistemiamo gli zaini, mettiamo al sicuro tutto ciò che abbiamo in tasca e…. ci lanciamo giù dalla duna più alta del mondo! Che esperienza assurda.
Correre liberi, felici, veloci. Sotto di noi solo sabbia, intorno a noi solo dune, davanti a noi quella distesa bianca che si fa sempre più vicina e su cui atterriamo in velocità.

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Ed eccoci. Siamo forse in un film? Un posto così può esistere nella realtà?
Spesso veniamo ingannati da foto viste e riviste su internet. Sembrano posti meravigliosi e poi, una volta visti, scopri che non era così che te li aspettavi. Che sono molto più piccoli o grandi o diversi, che i colori erano altri, che la troppa gente rovina tutto e altre mille cose.
Questo posto, forse per la prima volta nella vita, riesce ad essere molto meglio di come per anni ce lo siamo immaginate.

E’ un sogno ad occhi aperti.

Il nero degli alberi di acacia morti e quasi bruciati, che restano intatti col passare del tempo e che hanno quasi mille anni.
Il bianco della terra, una distesa di argilla che un tempo era bagnata da corsi d’acqua e che ora è diventata proprio una “palude-morta” (Dead-Vlei).
L’arancione delle dune, che viste dal basso sembrano ancora più alte e circondano tutta la zona.
L’azzurro intenso del cielo.

Un dipinto che lascia senza parole.

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Al rientro, ci siamo fatte portare dai mezzi del parco a vedere Sossusvlei e la Big Mama e poi siamo tornate al parcheggio.

Torniamo verso l’ingresso del parco e ora sì che ci fermiamo alla Duna 45. Ma non saliamo sia perché la scalata precedente ci ha tolto un po’ di energie, sia perché nel frattempo si sono fatte le 13 e a quest’ora il sole e il caldo picchiano parecchio.
Ecco il motivo per cui inizialmente vi abbiamo detto di lasciare la Duna 45 per il ritorno, o almeno di valutare bene gli orari e le vostre intenzioni.

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Consigli:

    1. Arrivate all’alba ben prima dell’apertura del Parco, la coda è molta e vorrete essere tra i primi ad entrare, sia per il caldo che si fa sentire nell’arco della giornata, sia per l’affollamento.
      Se soggiornate all’interno del Parco avrete l’accesso mezz’ora prima!

    1. Per scalare le dune indossate scarpe chiuse.

    1. Crema solare, acqua, cappello, abbigliamento adatto.

    1. Non toccare gli alberi, non inquinare, non lasciare tracce (beh questo non è un consiglio, ma è legge!)

Usciamo dal parco e andiamo a pranzo al Sossusvlei Lodge, proprio all’entrata del parco.  (Potreste valutare di dormirci, è spettacolare!)

Dopo pranzo rientriamo al parco per andare al Sesriem Canyon, poco lontano dall’ingresso.

E’ una profonda spaccatura nella roccia scavata dal fiume Tsauchab, è lungo circa 1 km e profondo 30 metri.
La camminata non è impegnativa e non dura molto, starete circa un’oretta, ma merita. Dicono non abbia nulla da invidiare ai famosi canyon degli Stati Uniti, ma noi su questo non possiamo esprimerci.

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Rientriamo nel nostro lodge cariche di emozioni intense e ci godiamo un altro tramonto e un’altra notte stellata.


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Giorno 5 – Naukluft National Park

E’ tempo di salutare questo lodge e di mettersi in viaggio verso il nord della Namibia, attraversando il Naukluft National Park e mille paesaggi sempre diversi.

Lungo il tragitto, facciamo tappa obbligata al cartello che ci indica che stiamo attraversando il Tropico del Capricorno. E ovviamente scattiamo una foto ricordo!

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Proseguiamo poi attraversando panorami meravigliosi, passi, gole, canyon, distese senza fine.
Vediamo insieme qualche tappa e qualche foto!

Viewpoint Kuiseb Pass

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Welwitschia mirabilis
E’ una pianta diffusa esclusivamente nel deserto del Namib, ha due sole foglie che possono crescere fino a 4 metri di lunghezza ed è la pianta più longeva del pianeta vivendo anche 2000 anni.
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Valle della Luna

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Ed infine arriviamo a Swakopmund e al nostro hotel.

Hotel: Swakopmund Hotel 


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Giorno 6 – Walvis Bay e Sandwich Harbour

Stamattina si va in barca! Partiamo in direzione Walvis Bay e ci godiamo un meraviglioso giro in barca tra otarie, pellicani, balene e delfini.

Un momento molto bello! Vi lasciamo qualche foto, anche se sappiamo che rendono poco.

 

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Facciamo anche un pranzo a bordo con un buonissimo buffet e le ostriche più buone mai mangiate, accompagnate da un ottimo spumante.

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Tornati sulla terra ferma, ripartiamo immediatamente con la seconda parte di quest’escursione organizzata da Sandwich Harbour 4×4. Questa volta è con i fuoristrada ed è verso un altro dei posti più iconici della Namibia, da noi tanto sognato: Sandwich Harbour, dove le dune incontrano il mare!

Appena partite ci fermiamo subito alla Walvis Bay Lagoon per salutare mille fenicotteri rosa, affascinanti e bellissimi.

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Proseguiamo attraversando le saline e via di nuovo con altri fenicotteri.

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Arriviamo poi alla parte più emozionante di questa escursione e iniziamo a lanciarci con i fuoristrada in mezzo alle dune. Un’emozione bellissima!
I nostri autisti sono molto bravi ed esperti, quindi scelgono anche le dune più ripide senza problemi.

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Facciamo soste per foto e soste panoramiche e ci troviamo davanti a un paesaggio che lascia senza fiato.
Qui è davvero dove le dune del deserto arrivano in mare!

Purtroppo con l’alta marea non riusciamo a scendere e a percorrere l’ultimo tratto, quello in cui con il mezzo si corre esattamente tra le dune e l’oceano. Quello resterà purtroppo un sogno, che realizzeremo la prossima volta (perché si, ci sarà per forza una prossima volta!!).

Ci fermiamo per un picnic tra le dune e anche qui non mancano ostriche e spumante!

Rientriamo a Swakopmund e andiamo a cena da Ocean Cellar e poi notte in hotel.

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Giorno 7 – Damaraland

Partiamo da Swakopmund e ci dirigiamo verso la Skeleton Coast, accompagnate da un’alba bellissima.
Ci fermiamo al famoso relitto del peschereccio Zeila, uno dei pochi rimasti, e prendiamo poi la strada che ci porta di nuovo verso l’interno della Namibia.

Purtroppo per questioni di tempo non siamo riuscite ad arrivare fino a Cape Cross, che ospita la più grossa colonia di otarie del Sud dell’Africa (100.000 esemplari!!), ma vi consigliamo tantissimo di andarci.

Proseguiamo dunque per la nostra strada e ci fermiamo in un mercatino lungo la strada, con articoli fatti a mano dalle donne Herero: Herero Craft Market 

Sono quasi le ore 14 e noi arriviamo nel nostro lodge. Pranziamo e ci prepariamo subito per una nuova avventura.

Partiamo con i mezzi del lodge alla scoperta della valle del fiume Aba-Huab ormai secco e soprattutto alla ricerca degli ultimi elefanti del deserto.
La nostra guida segue le loro orme e i loro escrementi e si consulta con gli altri mezzi che girano e, all’improvviso, eccoli!

Uno spettacolo bellissimo, sono così vicini a noi e così meravigliosi…

Namibia elefanti damaraland Namibia elefanti damaraland

La bellezza di questa escursione non è però solo negli elefanti. Il Damaraland è una terra che lascia senza parole. Posti sconfinati e incantevoli.

Noi rendiamo tutto ancora più emozionante fermandoci per un aperitivo al tramonto. Le emozioni di questo momento sono indescrivibili, davvero.

Namibia elefanti damaraland Namibia elefanti damaraland Namibia elefanti damaraland

Rientriamo quando ormai è buio, la luna è spuntata e il viaggio di ritorno è con in faccia la luna e alle spalle un tramonto ancora infuocato e una luce pazzesca.

Namibia, quante emozioni ci stai regalando!

Cena nel lodge e notte in questo posto bellissimo, sempre sotto un cielo stellato che potrebbe essere ancor più spettacolare ed invece è illuminato a giorno dalla luna piena!

Hotel: Twyfelfontein Country Lodge 


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Giorno 8 – Twyfelfontein e riserva di Epacha

Iniziamo la giornata con la visita alle pitture rupestri di Twyfelfontein.
Questo sito è stato dichiarato monumento nazionale nel 1952 ed è uno dei più estesi dell’Africa, con oltre 2000 dipinti rupestri realizzati sulle rocce di arenaria.
Gli autori sono gli antenati dei moderni Boscimani, i disegni più antichi risalgono ad oltre mille anni fa e le scene raffigurate sono soprattutto di caccia, animali e loro impronte.

Finiamo il giro qui e ci dirigiamo verso il Parco Etosha. Andiamo dirette al nostro lodge (meraviglioso, ma ve lo faremo vedere dopo), dove ci aspetta il pranzo e subito un primo safari.

Partiamo quindi con le jeep e i ranger del lodge per il safari nella riserva di Epacha.
E passiamo un pomeriggio meraviglioso alla ricerca di animali.

E ora cerchiamo di descrivervi il momento in cui il sole cala, il cielo si tinge di colori infuocati, noi allestiamo il nostro aperitivo in mezzo alla riserva e ci troviamo ad ammirare un tramonto incantato insieme a una giraffa e al suo piccolino.
Può esistere un attimo più straordinario di questo? Non lo so.

Rientriamo al lodge, chiedendoci se mai potremo vivere così tante emozioni in così pochi giorni, e andiamo a cena e a letto.

Hotel: Eagle Tented Lodge 


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Giorno 9 – Etosha National Park

La sveglia oggi suona alle 5, ma ci alziamo felici ed emozionate per la giornata che ci aspetta.

Etosha, arriviamo!

L’Etosha National Park è stato fondato nel 1907, era la più grande riserva faunistica del mondo (100.000 km²) e poi venne ridimensionato e, oggi, si estende per 22.000 km².
Etosha significa “grande luogo bianco”, riferita all’Etosha Pan, la parte centrale del parco di circa 5.000 km²: un’immensa distesa salina semi-desertica, che solo a volte nella stagione delle piogge diventa una laguna poco profonda con fenicotteri e pellicani.
E’ uno dei parchi più importanti dell’Africa, uno dei più affascinanti e una delle più grandi aree di protezione faunistica del mondo.

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Qui si trovano 4 dei Big Five, in quanto non è presente il bufalo africano.
Possiamo trovare animali come elefanti, zebre, giraffe, springbok, gnu, orici, antilopi, kudu, sciacalli, iene, leoni, ghepardi, leopardi, rinoceronte nero.

Ci sono quattro gate d’ingresso (Anderson’s Gate, Von Lindequist Gate, Galton Gate e King Nehale Lya Mpingana) e gli orari dei cancelli seguono gli orari di alba e tramonto.

Noi siamo entrati dall’Anderson’s Gate, all’estremità sud-occidentale del parco, il più vicino a Okaukuejo, e abbiamo fatto la zona fino a Rietfontein.

Ecco la mappa del parco, presa direttamente dal Sito ufficiale.

Il nostro safari ha avuto un inizio incredibile, visto che ad accoglierci appena entrati sono stati leone e ghepardo….. ok, se è un sogno ditelo subito!

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Vi lasciamo ora un po’ di foto di questa giornata bellissima e super super (super!) emozionante.

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Consigli:

    1. Valutate la possibilità di dormire all’interno del parco, sia per avere accesso al parco in anticipo, sia per la presenza di pozze d’acqua illuminate all’interno della struttura dove ammirare gli animali di notte.

    1. Dedicate al parco 2 o 3 giorni, se li avete a disposizione, li vale tutti.

    1. Portate acqua, cappello, crema solare, occhiali da sole, obiettivo e zoom per macchina fotografica.

    1. Vestitevi a strati e indossate la mattina qualcosa di molto caldo. Il freddo che si prova all’alba sulle jeep è pungente!

    1. Tutte le info ufficiali, come orari cancelli e importanti regole le trovate qui: Sito Etosha National Park 

 
 
 
 
 
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Usciti a malincuore dal parco, andiamo a far visita al Omapaha Himba Village.
Questo, insieme al villaggio Himba di Otjikandero, cerca di supportare e mantenere la cultura Ovahimba e si prende cura di molti bambini orfani, sostenendo le famiglie del villaggio che se ne occupano. 

himba village

La sera al rientro nel lodge ci godiamo l’ultimo spettacolo del cielo stellato e l’ultima notte in questo posto incredibile.

 
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Giorno 10 – Windhoek

La mattina ci svegliamo prima dell’alba e assistiamo nuovamente alla meraviglia, il cielo che pian piano si colora e si tinge di sfumature di rosa, arancio, rosso e blu. Sembra surreale e noi, ancora una volta, pensiamo di essere finite in un film.

“Non ho mai saputo di una mattina in Africa in cui non mi sia svegliato senza sentirmi felice.”
(Ernest Hemingway)

Lasciamo questo luogo magico e ci dirigiamo verso la civiltà e la capitale.
Facciamo ancora una tappa a Okahandja per una visita al mercato d’artigianato del legno e poi arriviamo a Windhoek.
Riusciamo ancora a fare un giretto in città e una sosta al Namibia Craft Centre, un mercato in cui acquistare prodotti tipici e artigianali, fatti a mano da comunità rurali.

Infine, ci gustiamo l’ultima buonissima cena della Namibia in un posto molto particolare (Joe’s Beerhouse) e torniamo a dormire nel nostro primo hotel di questo viaggio.

Hotel: Windhoek Country Club Resort 


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Giorno 11 e 12 – Viaggio Windhoek-Milano

Sembra che il nostro viaggio in Namibia debba davvero finire. Ci dirigiamo, quindi, in aeroporto e partiamo con il nostro volo di ritorno che, dopo uno scalo a Addis Abeba, ci riporterà a Milano.

Volo Windhoek – Addis Abeba h 14.30-21.20
Volo Addis Abeba – Milano Malpensa h 00.15-05.50
Compagnia: Ethiopian Airlines 

 

Nota importante

Questo è stato un bellissimo viaggio di gruppo in Namibia organizzato da Earth Viaggi, un tour operator con oltre 30 anni di attività. 
Si affida a un’agenzia locale, Kalahari, che, con anni di esperienza e grande conoscenza del territorio, realizza viaggi su misura e indimenticabili. 
Noi ci siamo trovate molto bene e ad accoglierci e ad accompagnarci in questo tour della Namibia sono stati una guida e un driver che non solo erano preparati, disponibili e super affidabili, ma hanno anche contribuito a rendere questo viaggio ancor più speciale.

Contatti Earth viaggi: sito web

Contatti Kalahari: sito web

Se invece preferite viaggiare da soli e organizzare autonomamente il viaggio, vi suggeriamo sempre di procurarvi una buona assicurazione. Fondamentale, in ogni viaggio.
Noi vi consigliamo Heymondo, è totalmente personalizzabile ed ha un ottimo rapporto qualità-prezzo! Inoltre se prenotate tramite questo link avrete il 10% di sconto: assicurazione Heymondo

Eccoci arrivate al termine di questo articolo e di questo viaggio indimenticabile in Namibia.

Concludiamo solo con una riflessione.

Ma questo famoso Mal d’Africa, quindi, esiste davvero?
Esiste.
Davvero.

E non è solo quella sensazione che, arrivati a casa, ti fa provare nostalgia del viaggio e di quei luoghi. No, questo succede anche al ritorno da altri viaggi.
Questa è una cosa del tutto diversa.

Perché noi veniamo dall’Africa, i nostri antenati provengono da qui. E qui noi ci sentiamo tornati a casa. Ci sentiamo a casa.
No, in realtà non ve lo so spiegare. So che è così e basta.
So che è una sensazione di appartenenza, di casa appunto.
Un senso di attaccamento.
Un qualcosa che non si riesce a spiegare a parole, ma che si può solo provare.

Non so quando precisamente venga, non so quando sia venuto a me la prima volta.
Se davanti al primo tramonto, o alla prima alba. O guardando il cielo immenso. O ammirando animali che pensavo esistessero solo nei film. O nel bel mezzo del deserto. O nel cuore del Damaraland.
So solo che ci sono stati momenti in cui l’ho chiaramente sentito. Momenti precisi che porterò sempre dentro.
In cui la sensazione provata era diversa dal solito, era qualcosa di forte e sconosciuto.

Qualcosa che ti fa pensare “non posso lasciare questa terra, questa gente, questi occhi. Questi colori, questo calore. Questa libertà. Questo senso d’infinito”.
Qualcosa che ti fa credere di non poterti separare da questo posto, che ti ha dato tanto e che sta cercando di tenerti a sé.
Qualcosa che fa dire “devo restare qui”.

Vi auguro di provare il Mal d’Africa? Non so neanche questo. Perché poi come se ne esce, se non tornandoci?

(Ah, comunque poi sono tornata. Breve storia triste!)

“L’Africa ti cambia per sempre, come nessun altro posto sulla terra.
Una volta che sei stato lì, non sarai più lo stesso.
Ma come descrivere la sua magia a qualcuno che non l’ha mai provata?
Come spiegare il fascino di questo continente vasto e polveroso, le cui strade più antiche non sono altro che i sentieri degli elefanti?
Potrebbe essere perché l’Africa è il luogo di tutti i nostri inizi, la culla dell’umanità, dove la nostra specie si è messa a camminare in posizione verticale per la prima volta nelle savane molto tempo fa?”
(Brian Jackmann)

Speriamo che l’articolo vi sia piaciuto e che vi possa essere utile!

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Al prossimo viaggio!

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Cos’è “IN VIAGGIO CON CIP E CIOP”♥

 

“In viaggio con Cip e Ciop” siamo Noi.

Noi siamo Laura e Silvia. Amiche, viaggiatrici, genovesi.

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Troverete i consigli che cercheremo sempre di darvi e che speriamo possano esservi utili.

Troverete i nostri trekking e le nostre escursioni.

Troverete, sempre, noi stesse, le nostre emozioni e il nostro vivere ogni viaggio come tassello di un puzzle che, pezzo dopo pezzo, ci dà senso e forma.

Siamo spontanee, a volte un po’ matte, vi raccontiamo i nostri viaggi per come li abbiamo vissuti noi e forse non siamo abbastanza serie. Andiamo nei posti più strani e sconosciuti e cerchiamo di farveli conoscere e darvi la voglia e l’ispirazione per partire e andarne alla ricerca.

Certo è che se voi, per caso, aveste voglia di restare e far parte del nostro mondo, per noi sarebbe un regalo enorme.

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